|

Avvicinandosi alla Valle Po dalla Pianura il Monte Bracco appare
all’improvviso distinguendosi dal gruppo montuoso del Monviso
come una barriera che restringe l’imbocco della Valle. In
realtà il Monte Bracco non divide ma unisce, da sempre, i sei
comuni disposti sul perimetro delle sue pendici come patrimonio
condiviso di antica storia, di duro lavoro, di avvincente natura
e di vive emozioni.
Barge,
capoluogo della Valle Infernotto e nota per le cave di quarzite
del Monte Bracco, si incontra, provenendo da Pinerolo, seguendo
la statale per la Val Pellice, oppure da Villafranca Piemonte,
Moretta, Cavour e Saluzzo seguendo la SS 589 dei Laghi di
Avigliana fino alla crociera di Barge, poco oltre l’Abbazia di
Staffarla.
La città, dalla storia secolare, era un tempo fortificata da
due castelli di cui si possono ancora scorgere le rovine e
suddivisa in tre borghi: il Borgo Vecchio, l’Inferiore e il
Superiore. Un campanile romanico (sec. XII) costituisce la torre
campanaria della chiesa parrocchiale, opera barocca di F.Gallo
(metà del XVIII secolo). Dal concentrico si raggiunge
facilmente il convento della Certosa di Monte Bracco dove è
possibile vedere la chiesa di S.Maria e i resti dell’antico
cenobio. Lungo il percorso è possibile ammirare la cappella di
S.Maria della Rocca. Alle pendici del Monte Bracco, in frazione
Torriana, è allestito il museo etnografico “la Brunetta”.
Oltre
Barge, superata la “Colletta”, si raggiunge Paesana
località di soggiorno estivo, sede di Comunità Montana e
dell’Ufficio Turistico.
Paesana fu feudo dei Marchesi di Saluzzo e successivamente
appartenuta ai Savoia dopo il trattato di Lione del 1601. Si
trovano esempi interessanti di arte e religiosità popolare,
piloni e dipinti devozionali, tra cui affreschi del Borgna e di
“Giors Boneto, pitore di Paesana”, artista popolare,
itinerante delle vallate occitane tra il XVIII e il XIX secolo.
La tradizione indica in un’antica costruzione della frazione
Ghisola, caratterizzata da una bella architettura, la casa dove
si rifugiò Re Desiderio, re dei Longobardi dopo la sconfitta da
parte dei Franchi di Carlo Magno. Paesana rappresenta anche il
punto di raccordo tra i sentieri del Monte Bracco e quelli di
“Orizzonte Monviso”, un percorso escursionistico di grande
valenza paesaggistica ai piedi del Monviso.
A
valle di Paesana si trova Sanfront,
un paese con una storia quasi millenaria, ricca di misteri e
legata alle sorti del Marchesato di Saluzzo e dei Savoia. Un
paese architettonicamente caratterizzato dai portici medioevali
di Via Mazzini, dalla chiesa parrocchiale di San Martino, dal
pittoresco Borgo Vecchio. Sul territorio di Sanfront si trova
uno dei luoghi più affascinanti del Monte Bracco: Balma Boves e
le incisioni rupestri di Rocca la Casna. In questo paese rivive
un artigianato attivo rivolto alla lavorazione del legno e della
pietra. Gli amanti dell’arrampicata possono trovare sulle
pendici del Monte Bracco una delle più belle pareti dove sono
state aperte e segnalate molte vie di diversa difficoltà che
richiamano gli appassionati delle palestre naturali di roccia.
Superato
il ponte del Po, in sinistra idrografica del fiume, appare Rifreddo,
un paese dalla fiorente economia
agricola, disteso
su un
soleggiato anfiteatro,
abbracciato dal
massiccio
del Monte
Bracco: il nome del paese trae origine dall’omonimo rio che
scende da questa montagna. La storia di Rifreddo è strettamente
legata a quella del potente monastero femminile cistercense di
Santa Maria della Stella fondato nel 1219 da Agnese figlia del
Marchese di Saluzzo, Manfredi II.
Oltre alla struttura conventuale, attualmente in parte
restaurata e oggetto di un ambizioso progetto di sede per il
parco storico del Monte Bracco, si può osservare la facciata
del palazzo comunale del XV secolo e le molte testimonianze
della devozione popolare che si trovano lungo i sentieri di
questo territorio.
Revello
si raggiunge seguendo anche l’antica “via del Sale”: un
percorso naturalistico lungo il corso del fiume, lungo il parco
fluviale del Po (area protetta dalla Regione Piemonte).
Attraverso questo percorso, un tempo, il Marchesato di Saluzzo
intratteneva i propri rapporti commerciali con la Francia
attraverso lo storico Buco di Viso, primo traforo delle Alpi,
nei pressi del Colle delle Traversette.
Revello, documentato nel Theatrum Sabaudiae, è sicuramente un
gioiello dell’arte e della storia grazie alla vicinanza con la
città di Saluzzo, sede del marchesato. Si cita, ad esempio,
l’abbazia di Staffarda, uno dei più significativi complessi
in stile romanico-lombardo, fondata nel 1135 dal Marchese di
Saluzzo e attualmente di proprietà dell’Ordine Mauriziano.
Il
percorso attorno al Monte Bracco si conclude con Envie,
insediamento del popolo dei Vibii di probabile origine
pre-romana.
Lo storico
romano Plinio (23-79 d.C.) cita, tra gli oppida del XI Regio,
anche Forum Vibii, che il Savio vorrebbe localizzare presso
Envie.
Oggi Envie è una moderna comunità situata alle pendici est del
Monte Bracco, sede di fiorente agricoltura e di moderne aziende,
conserva luoghi di fascino paesaggistico e storico importanti:
la trappa del Monte Bracco, condivisa con il comune di Barge, la
Grengia di Torriana, il Santuario di Madonna della Neve, il
Castello costruito dal Marchese di Saluzzo nel 1260 e distrutto
dagli Acaja nel 1336, ricostruito dai Bricherasio e ancora
distrutto dai Savoia duecento anni dopo.
Un
territorio ricco di escursioni alla ricerca dell’arte
rupestre, di una civiltà rurale ancora non dimenticata, della
palestra di roccia di Rocca Bert, per citare ancora, infine,
l’abbazia cistercense di Staffarda come simbolica conclusione
di questo breve, virtuale giro intorno al Monte Bracco alla
scoperta della sua cultura e della sua storia, del patrimonio
naturale e della umana ricchezza della sua gente.
Tratto
da "Il monte Bracco - La Montagna di Leonardo" |